Filippo Venturi | Photography

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A Rory Williams’ essay about me

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Il saggio di Rory Williams su di me
Rory Williams è uno studente di fotografia che si sta diplomando a Cambridge, Inghilterra. Ha deciso di scrivere un breve saggio su di me, in particolare sulla composizione e sull’impatto delle mie fotografie di rugby sullo spettatore. Sono felice di pubblicare il risultato QUI :)
Segue sotto un breve estratto.

A Rory Williams’ essay about me
Rory Williams is studying photography A-level in Cambridge, England. He decided to write an essay about me and the composition and impacts of my rugby images on the viewer. I am happy to publish his essay HERE :)
Below there is a short extract.

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In this analysis I will be assessing the composition of Filippo Venturi’s sports photography images. In this I will compare three images, talking about the style, composition and how it affects me as the viewer. Venturi’s images are on rugby photography, therefore he must use a short shutter speed, and a wide aperture to get the images exposed but crisp and sharp. And also how the composition of his images make rugby seem like less of a sport but much more like a battle. [...]

Rugby photography by Filippo Venturi, #1

This image complies with the rule of the Golden Triangle, as represented in the image above, the players in this image clearly follow the longest diagonal cutting the image in half. There is also a focus on the player highlighted in the red circle, from what u can see of his face he looks slightly panicked or worried also as if he is hiding away from the danger and attacking going on around him. [...]

Rugby photography by Filippo Venturi, #2

This image shows the rule of thirds, the rugby ball is perfectly positioned on the upper left point of intersection (as shown by the green point), and then the majority of focus is in the upper left and upper centre sections showing the player with the ball being tackled by the opposition. Also there is a focus on the player in the foreground on the right, also hitting two of the points highlighted in green. [...]

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Written by filippo

luglio 23, 2014 at 9:21 am

Processo alla strega, con Ornella Muti

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“Plautus Festival 2014″, presso l’Arena Plautina di Sarsina

Teatroper presenta
PROCESSO ALLA STREGA, di Silvano Spada
Ispirato a “Processo alla strega Matteuccia Di Francesco” di Domenico Mammoli

con Ornella Muti – Massimiliano Vado – Amerigo Fontani – Barbara Bovoli – Michele Savoia – Barbara Marzoli – Luigi Iacuzzio – Roberto Fazzioli – Flavio Abbondanza

Scene: Chiara Paramatti
Costumi: Teresa Acone
Musiche: Antonio Di Pofi
Trucco: Ludovica Costantini
Regia: Enrico Maria Lamanna

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Trama

L’impressione che suscita la scena è quella di un ritorno al passato – il 1426 -, quando questa esecuzione avvenne davvero, con il concorso delle autorità civili ma anche con l’acquiescenza di quelle religiose, che affidavano ai laici il compito di punire quanti secondo loro avessero dimostrato connivenze con il diavolo. Matteuccia, che cercava di alleviare le sofferenze fisiche e morali delle donne che ricorrevano a lei conoscendola sapiente, pagò con la morte per rogo quel suo autonomo agire. Come lei, tante altre in tutta la penisola cercavano di uscire dalla grettezza della loro esistenza vessata da padri e mariti violenti, scoprendo le virtù delle erbe, applicandosi all’ascolto degli animi esacerbati dalle crudeltà familiari, offrendo aiuto a donne che venivano trattate come bestie, prive del tutto di una qualche libertà.

Se si eccettua la pena del rogo per la ribellione di Matteuccia, e riconoscendo le debite differenze nei comportamenti, la situazione di molte donne di oggi può ancora richiamare i fatti narrati nel libro di Domenico Mammoli. Quella narrata, infatti, è un’epoca che porta su di sé superstizioni e false credenze, che proseguiranno ancora per quasi un secolo, nonostante il fiorire delle arti e delle scienze in parecchie corti italiane. Si pensi, ad esempio, al caso emblematico di Savonarola che, nella coltissima Firenze, fu bruciato dopo essere stato impiccato, nel 1498.

In quei secoli oscuri le donne furono, senza dubbio, le più penalizzate. Partendo da questo, Silvano Spada ha individuato con acuta sensibilità la chiave metaforica attraverso cui realizzare un moderno discorso teatrale, parlando di ieri per segnalare i pericoli ancora insiti nell’oggi.

La sua opera non consiste quindi in cronachistiche esposizioni di attuali violenze sulle donne, o denunce dal sapore di comizio, ma procede attraverso la scansione – sempre teatralissima – del processo, che si apre con l’accusa a Matteuccia e si conclude con l’esecuzione della condanna. In mezzo, le testimonianze di uomini e donne che ebbero a che fare con lei.

Il processo, nelle mani del regista Enrico Maria Lamanna, diventa spettacolo dai molti pregi. Nessun effetto speciale, ma la riproduzione fedele del clima di allora. Fiaccole, torce, legni, stoffe, suoni, tutto richiama quel tempo, anche se l’accortezza nel rappresentare l’antica verità si avvale di quanto può aggiungere espressivamente il presente. Asciuttezza nell’avvicendarsi dei momenti, dall’entrata di Matteuccia in scena al susseguirsi delle accuse, alle querule e intimorite testimonianze delle donne che da lei ricevettero consigli e aiuti, in contrasto con la veemenza volgare di coloro che accusano. I personaggi si riducono a esangui figure prive di volontà nel rendere giustizia: insieme al Cardinale troviamo i frati che lo attorniano silenziosi, sfondo di un’azione nella quale hanno certo avuto indirettamente parte – la predicazione di Bernardino da Siena deve aver influito in questo senso –, e che culmina nella cruenta conclusione del processo. Quelle presenze mute si muovono sulla scena accrescendone il pathos, che procede inesorabile verso la condanna.

Questi, il racconto e le suggestioni esemplari della rappresentazione condotta da Lamanna.

Ma ancora, va menzionato il fascino di un’opera che immette lo spettatore nel vivo del processo e lo fa partecipe di un giudizio in cui sentirsi coinvolto. Grande merito va agli attori immedesimati nei ruoli, prima fra tutti Ornella Muti, che alla bellezza aggiunge una recitazione precisa e dolente, insieme alla dignità che la fa rappresentante di tutte le donne soggette a ingiustizie. Di forte risalto scenico risultano inoltre l’accusatore e il testimone invasato, le due intimorite paesane, insieme ai muti esecutori della morte di Matteuccia. Essa ha luogo in una piazza gremita, attenta e silenziosa, la cui spoglia drammaticità è accresciuta da luci al naturale, unite a qualche astuto accorgimento del regista.

La durata dello spettacolo  è di circa 70 minuti ed è con un unico atto.

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Written by filippo

luglio 21, 2014 at 9:55 pm

L’Italia di oggi in una fotografia

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Berlusconi

E’ difficile rappresentare un intero paese, come l’Italia di oggi, con una sola fotografia.
Questa però ci riesce perfettamente.

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Written by filippo

luglio 19, 2014 at 4:20 pm

Pubblicato su Attualità, Fotografie

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Nascondiglio degli echi

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“Ricordo che, in quegli anni, vagheggiavo la possibilità, in prossimità della fine della mia vita, di poter seppellire tutto il mio lavoro di scultore in una grande fossa e farlo sparire, affidandolo al grembo della terra.”

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Written by filippo

luglio 12, 2014 at 12:34 pm

Pubblicato su Fotografie

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