Filippo Venturi | Photography

Primo premio al Portfolio dello Strega

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Portfolio Italia 2015___

Domenica 21 giugno ho presentato per la prima volta il mio lavoro “Made in Korea” (concluso circa 2 settimane fa), in occasione della manifestazione “6° Festival della fotografia Face Photo News” di Sassoferrato.

Al termine dell’evento, nel momento della premiazione, ho avuto il piacere di ricevere il premio come vincitore assoluto del “6° Portfolio dello Strega”, facente parte del circuito Portfolio Italia della FIAF!

Di seguito la motivazione:
Per aver rappresentato con evidenza i tratti antropologici della giovane società sudcoreana orientata alla surmodernità che non conosce l’impossibile nel realizzare le città dei grattacieli, nel modellare il corpo a immagine ideale, nel costruire la realtà artificiale, nella spinta verso il futuro che mette alla prova le giovani generazioni che ci appaiono protagoniste e vittime in questo inarrestabile processo epocale.

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Devo pertanto ringraziare i lettori dei portfolio per il riconoscimento che mi hanno voluto assegnare, ma anche e soprattutto perché in questi ultimi 3 anni, in cui ho frequentato i Festival del circuito Portfolio Italia ed ho mostrato i miei lavori, mi hanno aiutato a maturare.

I lettori dei portfolio nonché membri della giuria erano:
Fulvio Merlak, Presidente di giuria, BFI AFIAP, Presidente d’onore e docente FIAF
Massimo Agus, Docente Studio Marangoni di Firenze, Direttore Dip.to Didattica FIAT
Orietta Bay, Fotografa
Silvano Bicocchi, BFI SEM-FIAF / Docente FIAF, Direttore Dip.to Cultura FIAF
Alessandra Capodacqua, Curatrice e Fotografa, Docente Studio Marangoni di Firenze e della NY University
Davide Grossi, Docente FIAF
Massimo Mazzoli, BFI (Docente FIAF)
Antonella Monzoni, Fotografa
Isabella Tholozan, Fotografa

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Il mio lavoro e quello secondo classificato, assieme ai lavori premiati nelle altre tappe del Portfolio Italia, 20 in tutto, saranno esposti al Centro Italiano della Fotografia d’Autore, a Bibbiena. La mostra sarà inaugurata sabato 28 novembre 2015.

Gli Autori dei 20 portfolio premiati saranno inoltre invitati a partecipare al Galà di chiusura della Manifestazione che si terrà lo stesso giorno (28 novembre 2015) nell’ottocentesco Teatro Dovizi di Bibbiena, sito in Via Rosa Scoti Franceschi, 21. Nel corso della cerimonia saranno resi noti i tre portfolio Finalisti e, successivamente, sarà proclamato il “Portfolio Italia” edizione 2015. ___

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Written by filippo

June 21, 2015 at 9:27 pm

Secondo premio al Px3 Prix de la Photographie Paris

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Con molto piacere ho appreso che la mia serie fotografica “Demigods” (Semidei) è stata premiata con la Medaglia d’Argento (secondo premio) nella categoria Professionisti / Sport Press del concorso Px3 Prix de la Photographie Paris.

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I am very proud to announce that my work “Demigods” received the Silver Medal (second place) at PX3 Prix de la Photographie Paris awards in Professional Press Sport category.

The “Prix de la Photographie, Paris” (Px3) strives to promote the appreciation of photography, to discover emerging talent, and to introduce photographers from around the world to the artistic community of Paris. Winning photographs from this competition are exhibited in a high-profile gallery in Paris and published in the high-quality, full-color Px3 Annual Book.

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Title: “Demigods”
Name:
Filippo Venturi
, Italy
Category: Professional, Press

Description:
Romagna Rugby is a rubgby team that bases its mission on selecting, training and grooming young athletes coming from the Romagna region. At the beginning the team played in serie B. In the first year the team won all the 22 matches, reaching the serie A2. In the second year the team reached the serie A1.

Demigods, photo 1

Demigods, photo 2

Demigods, photo 3

Demigods, photo 4

Demigods, photo 5

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The Px3 Jury:

Alice Gabriner, World Picture Editor | National Geographic
Anna Zekria, Agency.Photographer.ru | Moscow
Arnaud Adida, A.galerie | Director | Paris
Bernard Utudjian, Director | Galerie Polaris | Paris
Carol Johnson, Free-lance Photography Consultant | D.C.
Chiara Mariani, Photo Editor | Corriere della Sera | Italy
Chrisitine Ollier, Art Director | Filles du Calvaire | Paris
Christophe Loviny, Artist Director| Yangon Photo Festival | Paris
Daphne Angles, Photo Editor | NY Times | Paris
Daria Bonera, Director | Daria Bonera Agency | Milan
Françoise Paviot, Director | Galerie Françoise Paviot | Paris
Heidi Laughton, Art Director/Producer | London | Los Angeles
Jean Francois Camp, Director | Espace Dupon | Paris
Janette Danel, Director | KijK Galerie | Paris
Jerome Huffer, Photo Editor | Paris Match | Paris
Jesper Thomsen, Director | Mews42 Gallery | London
Kenan Aktulun, Creative Director | Truth | New York
Mark Heflin, Director | American Illustration + American Photography | New York
Mike Bower, Managing Editor | Sydney Morning Herald | Sydney
Miriam Leuchter, Editor | Popular Photography | New York
Nan Oshin, Photo Editor | Clark Oshin Gallery | Los Angeles
Natalie Belayche, Director | Visual Delight | Paris
Natalie Johnson, Features Editor | Digital Photographer Magazine | London
Nicolas Havette, Director, Galerie Le magasin de jouets | Arles
Patrice Farameh, Publisher | MAET Media | New York
Patricia Lanza, Director | Annenberg Space for Photography | Los Angeles
Patrick Kahn, Director | SNAP! photo festival | Orlando
Rebecca McClelland, Photography Director | NewStatesman magazine | London
Sara Rumens, Lifestyle Photo Editor | Grazia Magazine | London
Sherrie Berger, Director | Scarlet works Creative Change Agency
Susan Aurinko, Independent Curator | Chicago
Susan Baraz, Curator, Co-chair | Lucie Awards | New York
Tatiana Kurtanova, Chief Editor, Journal of Portfolio | FotoLoft Gallery| Moscow
Viviene Esders, Expert près la Cour d’Appel de Paris | Paris

Advisory Board:
Eliane Laffont, Photography Consultant
Julien Frydman, Director | Paris Photo

Source: px3.fr

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Written by filippo

June 20, 2015 at 7:07 pm

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

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Domenica 15 giugno 2015 ho avuto il piacere di documentare fotograficamente, allo Stadio Benelli di Ravenna, l’atto finale della stagione del Ravenna Football Club, che è sceso in campo per il ritorno della finale play off con il Ghivizzano. All’andata il Ravenna FC si erano imposto col risultato di 1-2.
La partita è termina 2-0 per il Ravenna FC, che ha così compiuto l’ultimo passo per raggiungere la Serie D!

Qualche foto della giornata:

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

Il Ravenna Calcio vince il Campionato

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Written by filippo

June 15, 2015 at 11:47 pm

L’Ira Funesta su Marie Claire Korea

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L’Ira Funesta su Marie Claire Korea

 

Nel numero di giugno 2015 di Marie Claire Korea, è stato pubblicato il mio progetto fotografico “L’Ira Funesta” sulla Camera della Rabbia, all’interno della sezione World Report.

Oltre alle fotografie, sono presenti una intervista che ho fatto a Cristian Castagnoli, imprenditore e proprietario della Camera della Rabbia e un testo dello psicologo e psicoterapeuta Gianluca Farfaneti sulla Camera della Rabbia, scritto in occasione della mia mostra fotografica a Palazzo Dolcini.

L’articolo è anche sul sito ufficiale: marieclairekorea.com

 

L’Ira Funesta su Marie Claire Korea

 

L’Ira Funesta su Marie Claire Korea

 

L’Ira Funesta su Marie Claire Korea

 

Il progetto “L’Ira Funesta” è finito anche sulle seguenti riviste e televisioni:

Io Donna / Corriere della Sera

Io Donna / Corriere della Sera

Interview: Marie Claire Indonesia

Marie Claire Indonesia

Interview for La7 Television

La7 Television

Fotoit

Fotoit

Witness Journal

Witness Journal

Il Fotografo

Il Fotografo

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Written by filippo

June 15, 2015 at 8:34 am

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Le 10 innovazioni italiane nello spazio con Samantha Cristoforetti

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Samantha Cristoforetti

Ieri è rientrata dallo spazio Samantha Cristoforetti ed ho potuto assistere all’ennesimo spettacolo italiano: “legioni di imbecilli”, di troll, di maschilisti, di ignoranti hanno dovuto esprimere la loro opinione su una missione nello spazio – condotta da astronauti con una preparazione fisica, culturale e mentale che pochi altri lavori richiedono -, semplicemente giudicando esteticamente Samantha, criticando il suo “non fare un cazzo” nello spazio perchè hanno assorbito soltanto un paio di notizie sul fare il caffè nello spazio o su come si fanno le pulizie nella Stazione spaziale internazionale e non hanno nemmeno sprecato il tempo di una googlata per informarsi.

Mi consolo col fatto che alcuni personaggi che sfruttano la cosa per provocare e attirare commenti, battutine, indignazione spicciola e “mi piace”, come una certa Lucarelli, sono state ripagate con decine di vaffanculi digitali al minuto.

Riporto di seguito un articolo interessante, destinato a chi ama informarsi prima di dare un parere:

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Samantha Cristoforetti è volata nello spazio portando con sé dieci innovazioni italiane. L’astronauta nata a Milano 37 anni fa, cresciuta a Malè (Trento), laureatasi in ingegneria meccanica a Monaco di Baviera e capitano dell’Aeronautica Militare, è stata la prima, poche ore fa, a entrare sulla Stazione spaziale internazionale (Iss), dove trascorrerà quasi sei mesi alle prese con moltissimi compiti: almeno 200 esperimenti in corso, che seguirà con agli altri cinque astronauti a bordo.

Tra questi ci sono anche dieci esperimenti Made in Italy che contribuiranno a migliorare la vita degli astronauti ma anche la ricerca scientifica sulla Terra. “Ci si potrebbe chiedere perché andiamo nello spazio per fare ricerca scientifica quando la possiamo fare a Terra” ha detto recentemente Cristoforetti, prima donna italiana astronauta a partecipare a una missione. “Il punto è che il fatto di essere in orbita ci permette di eliminare gli effetti della gravità”. E questa è un’occasione unica per la scienza.

I progetti di ricerca scientifica e dimostrazione tecnologica sono stati ideati da Università, centri di ricerca, aziende e pmi italiane, e selezionati dall’Asi (Agenzia spaziale italiana) con i Bandi nazionali di Volo Umano e la Call per progetti di partenariato pubblico-privato per la utilizzazione della Iss. Eccoli.

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DRAIN BRAIN – Esperimento coordinato dal medico Paolo Zamboni, responsabile del Centro per le malattie vascolari dell’università degli studi di Ferrara e della ricerca sulla Ccsvi nella sclerosi multipla. Punta a verificare l’ipotesi secondo la quale una delle cause della sclerosi multipla potrebbe essere il restringimento dei vasi sanguigni di testa e collo. L’esperimento si pone come obiettivo quello di studiare il riflusso del sangue dal cervello in microgravità e, in ultimo, di contrastare alcune malattie neurovegetative. I meccanismi di riflusso venoso dal cranio sono fra i maggiori fattori che regolano la fisiologia del cervello, ma non è noto come questi funzionino in microgravità. Attraverso l’utilizzo di un pletismografo a estensione a bordo della Stazione Spaziale Internazionale si potrà studiare il meccanismo del riflusso in microgravità e contribuire alla comprensione dei fenomeni di adattamento fisiologico. In particolare il pletismografo è un’unità elettronica portatile a estensione disponibile in diverse lunghezze per adattarsi alle dimensioni di collo, gambe e braccia, con un’unità di memoria. I pletismografi vengono indossati dall’astronauta nello spazio e i dati vengono quindi memorizzati e trasferiti a un laptop per la trasmissione a terra.

CYTOSPACE (Cell Shape and Expression) –  Il modo in cui le cellule si sviluppano in assenza di peso è il focus dell’esperimento Cytospace, realizzato dall’Università Sapienza di Roma e da Kayser Italia. Cytospace si propone di capire come la forza di gravità influisce sul citoscheletro cellulare cambiandone la forma. In altre parole, valutare l’effetto della microgravità sull’attività dei geni: in particolare come convertono le informazioni in essi contenute nel processo per produrre proteine. Cellule campione saranno coltivate e alimentate con idonei nutrimenti chimici a bordo della Iss. Riportati a Terra, saranno analizzati e i risultati interpretati al Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare dell’Università Sapienza di Roma: si spera di ricavare informazioni per nuove terapie per le patologie in cui il citoscheletro e la forma cellulare sono coinvolti, dall’osteoporosi al cancro.

VIABLE ISS –  È l’esperimento di microbiologia proposto dal dipartimento di Agrobiologia e Agrochimica dell’Università della Tuscia di Viterbo, che ha come obiettivo scientifico lo studio della formazione e dello sviluppo di biofilm su alcuni materiali comunemente impiegati in ambito spaziale, sia in condizioni standard, sia previo trattamento con prodotti antimicrobici. In parole povere Viable Iss monitorerà la presenza di funghi e batteri negli ambienti della Stazione.

BONE-MUSCLE CHECK – Ha il compito di “validare un sistema semplice e innovativo per quantificare lo stato di debilitazione ossea tramite un prelievo salivare”. È realizzato dall’Università di Salerno. L’esperimento prevede la raccolta e il congelamento ad intervalli temporali prefissati di campioni di urina e saliva che saranno poi analizzati con la supervisione di scienziati dell’Università di Salerno per il monitoraggio delle condizioni del metabolismo osseo e muscolare degli astronauti. La dimostrazione della affidabilità di analisi di laboratorio sulla saliva potrebbe essere utile sulla Terra in tutti quei casi in cui i prelievi di sangue sono difficili o impossibili (età pediatrica, necessità di ripetizione più volte al giorno per più giorni consecutivi, ecc.) e per sviluppare apparecchiature biomediche per analisi automatizzate su saliva.

ORTHOSTATIC TOLERANCE – L’astronauta italiana eseguirà un programma di allenamento personalizzato tramite attrezzature già presenti a bordo della Iss. Prima del volo e dopo il rientro a terra sarà effettuato un test di tolleranza ortostatica (passaggio dalla posizione supina alla posizione eretta) con monitoraggio della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa per capire come si altera una parte del sistema nervoso che coordina l’apparato cardiocircolatorio. L’intolleranza ortostatica è il sintomo più frequente che si manifesta dopo i voli spaziali. Le informazioni acquisite, elaborate dagli esperti dell’IRCCS San Raffaele Pisana Roma, serviranno per progettare nuove tecniche di addestramento degli astronauti per future missioni di lunga durata. Le ricadute pratiche sono applicazioni cliniche per prevenire disturbi legati all’inattività, o per il recupero e la riabilitazione di soggetti affetti da patologie dell’apparato motorio e con scompenso cardiaco o l’atrofia dei muscoli, specialmente in pazienti anziani costretti a letto.

NANOPARTICLES AND OSTEOPOROSIS (NATO) — L’esperimento valuterà l’efficacia di particolari nanoparticelle su cellule staminali mesenchimali adulte umane, isolate da midollo osseo, per contrastare l’osteoporosi indotta da microgravità durante il volo spaziale. Anche in questo caso saranno analizzate colture di cellule cresciute sulla stazione spaziale. Servirà non solo per le prevenire la riduzione di massa minerale ossea indotta dalla permanenza sulle stazioni spaziali, ma anche per indagare le problematiche ossee legate all’invecchiamento delle persone sulla terra. L’esperimento è stato ideato dall’Università di Pavia.

BLIND AND IMAGINED (SLINK) – Studiare l’adattamento del cervello allo spazio è l’obiettivo di  questo esperimento sotto la responsabilità del Politecnico di Milano e l’IRCCS Santa Lucia di Roma: un sensore optoelettronico rileva i movimenti e acquisisce i dati mentre l’astronauta fa finta di lanciare una palla orizzontalmente con vari livelli di forza, 48 ripetizioni. Servirà a capire i meccanismi senso-motori che gli astronauti sviluppano in ambiente di microgravità e identificare quali contromisure apportare nelle missioni spaziali di lunga durata (per esempio l’invio di uomini su Marte) per salvaguardare l’apparato muscoloscheletrico dei cosmonauti.

WEARABLE MONITORING – Basato su una maglietta equipaggiata con sensori in grado di misurare il ritmo del cuore e del respiro durante il sonno, è un’unità elettronica portatile per raccogliere i dati. Dovrebbe contribuire a scoprire nuove strade per migliorare la qualità del sonno. Responsabile del progetto è la Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus. Scopo: approfondire la conoscenza sui meccanismi fisiologici che determinano una ridotta qualità del sonno nello spazio. L’astronauta indosserà, prima di dormire, una maglietta con sensori tessili per la rilevazione dell’elettrocardiogramma e del respiro e la misura delle vibrazioni cardiache più un termometro esterno per la temperatura cutanea. Il sistema registrerà i parametri biologici dell’astronauta durante tutto il periodo di sonno e al risveglio i dati memorizzati verranno trasferiti ad un laptop per la trasmissione a terra delle analisi. Grazie alla sua estrema semplicità d’uso, la maglia sensorializzata servirà per sperimentare un sistema facile da utilizzare sulla terra per la diagnosi remota dei disturbi del sonno direttamente dal domicilio del paziente, nell’ambito di servizi di telemedicina.

POP 3D – Costruita da Altran e Thales Alenia Space, è la via italiana alla stampa tridimensionale in orbita. Si tratta di un dimostratore per un processo di produzione automatizzato per la realizzazione di oggetti a tre dimensioni in assenza di peso. L’obiettivo di questa sperimentazione è consentire in futuro la fabbricazione in orbita di pezzi di ricambio per i veicoli spaziali. La Cristoforetti userà un kit per la produzione automatizzata di un piccolo oggetto di plastica tramite stampante 3D e una videocamera filmerà la creazione dell’oggetto attraverso una finestra trasparente della stampante stessa, consentendo il monitoraggio visivo da terra.

ISSPRESSO – Una macchina a capsule multifunzione in grado di erogare bevande calde, tra le quali il tipico caffè espresso italiano, anche nelle difficili condizioni imposte dallo spazio, in assenza di gravità e secondo leggi di fluidodinamica completamente diverse da quelle che vigono sul nostro pianeta. La macchina, che si chiama appunto Isspresso e dovrebbe essere operativa all’interno della Iss a partire dal prossimo aprile, è stata costruita in Italia dalla collaborazione fra l’azienda ingegneristica torinese Argotec, Lavazza e Finmeccanica-Selex Es. Per assemblare questo pezzetto di bar da far funzionare in orbita gli scienziati sono dovuti ricorrere a tecnologie e studi presi a prestito dal mondo delle trivellazioni petrolifere e dei fluidi per portare l’acqua alla giusta pressione e all’adeguata temperatura. Risultato: un apparecchio che pesa 20 kg all’interno del quale, per esempio, il tubo per l’acqua è realizzato in acciaio (anziché la solita plastica) e resiste a pressioni di più di 400 bar. Isspresso prepara anche tè, tisane e brodi in grado di reidratare gli alimenti degli astronauti.

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Fonte: economyup.it